Server di Posta Basilare con Postfix

In questo articolo verrà trattata l’installazione basilare di un server di posta elettronica su un server Debian. La configurazione proposta rispecchia quella trattata nell’ambiente di test precedentemente descritto, dove verrà preso come server di posta il server Titano, il quale ha l’indirizzo IP 192.168.1.11 e su cui verrà configurato il dominio di posta urano.mail. I prodotti scelti per questa installazione di test sono Postfix, che funge da MTA ed espone il servizio SMTP, e Dovecot, che verrà utilizzato per esporre i servizi POP3 ed IMAP4, per far sì che gli utenti della rete possano consultare la propria posta elettronica. Lo scambio di e-mail avverrà con il server Exchange DCServer (dominio giove.mail) e con il server Linux Giapeto (dominio saturno.mail), il quale verrà configurato allo stesso modo del server Titano.

Cenni teorici

In questo articolo, verranno usati software che permettono la trasmissione e la ricezione di messaggi di posta elettronica. Per scambiare i messaggi tra i vari mail server, il protocollo usato sulla rete Internet è SMTP (Simple Mail Transfer Protocol), il quale, come dice il nome, è responsabile della trasmissione, e ricezione, dei messaggi di posta elettronica tra server di posta. Il server SMTP passa il messaggio ricevuto al Mail Delivery Agent (MDA), che spesso diventa un Local Delivery Agent (LDA), il quale si occupa di depositare il messaggio nella casella di posta elettronica dell’utente locale.

L’archiviazione del messaggio ricevuto, per quanto concerne il mondo Linux / Unix, può avvenire principalmente in due formati, mbox e maildir. Mbox ha la peculiarità di archiviare tutti i messaggi di posta elettronica in un unico file per ogni utente, mentre maildir crea un file per ogni messaggio ricevuto. Entrambi i sistemi presentano vantaggi e svantaggi in termini di flessibilità e prestazioni; a mio parere lo svantaggio principale di mbox è il fatto che, usando un unico file monolitico per ogni casella, in caso di problemi si rischia di perdere l’intero contenuto della casella stessa, cosa che diventa molto più difficile utilizzando maildir.

Un MTA ha il compito di movimentare i messaggi di posta, ma non è in grado di presentarli in una qualche forma all’utente finale. Per raggiungere lo scopo, bisogna installare un server POP3 e/o IMAP4, protocolli che permettono di poter presentare i messaggi di posta in un formato riconoscibile ad una applicazione client installata sull’host dell’utente finale, chiamata client di posta elettronica o Mail User Agent (MUA). POP3 è un protocollo piuttosto datato che consente appunto la lettura della posta elettronica tramite un Mail User Agent, il quale normalmente si connette al server POP3 e scarica i messaggi cancellandoli dal server; tale comportamento è d’ostacolo per quegli utenti che debbono consultare la posta da diverse posizioni, oppure per quegli utenti che condividono l’utilizzo di una mailbox. Per ovviare a questi problemi, esiste il protocollo IMAP4, che mantiene i messaggi di posta sul server, in modo tale da metterli a disposizione a prescindere dalla posizione dalla quale ci si connette; inoltre, mantiene una connessione permanente tra client e server, con i vantaggi del caso, rendendosi quindi il protocollo da scegliere per utilizzi professionali del servizio di posta elettronica.

Nel nostro caso, useremo Postfix come MTA, archiviando la posta nel formato maildir, quindi utilizzeremo Dovecot come server IMAP e POP3 e Outlook e Windows Mail come MUA.

Installazione e configurazione di Postfix

Per installare i software che ci servono, utilizzeremo i pacchetti .deb della distribuzione, in modo da mantenere un ambiente coerente, rinunciando però alle ultime versioni dei software (che è la filosofia di Debian, orientata alla stabilità ed alla sicurezza). Riguardo all’installazione di Postfix, basta un semplice:

apt-get install postfix

che richiede di specificare che tipo d’installazione di Postfix effettuare, noi sceglieremo “Sito Internet”, senza specificare uno smart host, poiché, nell’ambiente di test, non è necessario spedire mail al mondo reale, dopo ci verrà richiesto il dominio da utilizzare per la posta elettronica, noi indicheremo il dominio urano.mail.

Ora Postfix è installato, si tratta di fare qualche piccolo aggiustamento alla configurazione. Per prima cosa, abilitiamo la rete LAN del server Titano a mandare posta tramite il nostro MTA aggiornando il parametro mynetworks nel file di configurazione /etc/postfix/main.cf, che diventerà così:

mynetworks = 127.0.0.1/8 192.168.1.0/24

Quindi aggiungiamo due parametri, che indicano la directory di spooling delle mail e il formato di archiviazione dei messaggi delle mailbox, scegliendo Maildir, che creerà una directory Maildir per ogni home directory presente sul sistema:

queue_directory = /var/spool/postfix

home_mailbox = $HOME/Maildir/

Fatto questo, chiudiamo e salviamo il file /etc/postfix/main.cf, quindi possiamo far ripartire Postfix tramite il comando:

/etc/init.d/postfix restart

Ora, possiamo creare gli utenti di sistema, che fungeranno anche da mailbox per il server di posta. Gli utenti non hanno bisogno di un accesso shell, per cui verrà fornita loro la shell /bin/false, e faranno parte del gruppo mail:

useradd -m -g mail -s /bin/false salvor.hardin

useradd -m -g mail -s /bin/false hober.mallow

Ora possiamo provare a mandare una mail da un client di posta già configurato nell’ambiente di test all’indirizzo salvor.hardin@urano.mail, se tutto va come deve andare, dando il seguente comando

ls -l /home/salvor.hardin/Maildir/new

dovremmo vedere un file, ed aprendolo con un editor di testo, è possibile leggere il contenuto che altri non è che il testo della mail precedentemente inviata, comprese le intestazioni. A questo punto possiamo considerare terminata la configurazione di Postfix.

Installazione e configurazione di Dovecot

Per verificare il corretto funzionamento di Postfix, abbiamo consultato il file system del server Titano, ma per un utente “normale”, la cosa è alquanto scomoda. Si impone quindi l’installazione di un server POP3 – IMAP che consenta ad un qualsiasi client con installato un MUA di consultare la posta elettronica. La nostra scelta ricade su Dovecot, il quale ha la simpatica caratteristica di cercare di rendere semplice la propria configurazione e di supportare entrambi i formati di archiviazione della posta più diffusi, mbox e maildir. Per installare Dovecot ricorriamo al solito apt:

apt-get install dovecot-common dovecot-popd dovecot-imapd

Fatto questo, come per Postfix, anche con Dovecot dovremo fare qualche piccola modifica al file di configurazione, il cui percorso è /etc/dovecot/dovecot.conf. Per prima cosa, andremo a specificare quali protocolli rendere disponibili con Dovecot, impostando in questo modo la direttiva protocols:

protocols = imap imaps pop3 pop3s

Scendendo poco più giù nel file di configurazione, configureremo Dovecot in modo tale che accetti le password inviate dal client come testo in chiaro, impostando questa direttiva:

disable_plaintext_auth = no

Ora dobbiamo impostare il percorso in cui si trovano le caselle di posta ed il formato in cui sono archiviati, nel nostro caso maildir:

mail_location = maildir:~/Maildir

Il resto del file può essere lasciato invariato, quindi salviamo il file e riavviamo il demone Dovecot, tramite il solito

/etc/init.d/dovecot restart

dopodiché possiamo testare il nostro server IMAP configurando un qualsiasi MUA che supporti il protocollo IMAP; io ad esempio, per velocità, ho testato Windows Mail, il client di posta predefinito di Windows Vista, che funziona senza problemi con il server IMAP Dovecot senza bisogno di accorgimenti particolari, se si esclude il fatto che a prima vista sembra non comparire la cartella Posta in arrivo; in questo caso, basta sottoscrivere la cartella Posta in arrivo, la quale comparirà immediatamente rendendo possibile leggere i messaggi presenti nella casella di posta in oggetto.

Considerazioni personali sui MUA per Windows

Siccome, per i miei test, avevo a disposizione Windows Mail, ho utilizzato quello. Ho testato altri client di posta, cominciando da Microsoft Outlook (quello compreso nella suite Office, per intenderci), ed i risultati sono stati sconfortanti. Utilizzando Outlook 2003 per connettermi in IMAP sul server di posta, per prima cosa sul server vengono create solo le cartelle Posta in arrivo e Posta indesiderata, per cui, tra le altre cose, non viene creata la cartella Posta inviata; se anche creiamo la cartella Posta inviata a mano, con Outlook 2003 non c’è modo di archiviare la posta inviata nella cartella sul server.

Inizialmente, non usando praticamente mai IMAP, pensavo che fosse un mio problema, invece, surfando sul Web, ho potuto constatare che si tratta di una “caratteristica” di Outlook, che è aggirabile solamente creando una regola ad hoc. Per me tutto ciò è delirante. Si comporta leggermente meglio invece Outlook 2007, che ha gli stessi difetti di Outlook 2003, ma il cui comportamento relativamente alla posta inviata è modificabile in modo semplice agendo sulla configurazione dell’account di posta.

A questo punto ho voluto provare anche Thunderbird per Windows, che si comporta decisamente meglio, infatti, basta configurare normalmente un account di posta, che crea solamente le cartelle Posta in arrivo e Cestino, ma al primo invio di un messaggio, viene creata automaticamente sul server la cartella Posta inviata, così come viene creata una cartella Drafts se si salva un messaggio come bozza. Come già segnalato, Windows Mail si comporta piuttosto bene con IMAP.

Non ho provato alcun MUA per Linux, ma immagino che non diano particolari problemi.

Se qualcuno tra i lettori ha qualche suggerimento relativamente a quanto scritto con l’utilizzo di Outlook con IMAP, ed in particolare dell’interazione tra Outlook e Dovecot, i commenti sono a disposizione.

Conclusioni

Dopo aver testato con successo il corretto funzionamento di Postfix e Dovecot, possiamo ritenere conclusi, per il momento, i nostri test. Come scritto nell’avvertenza all’inizio dell’articolo, questa configurazione è adatta solamente a scopi (auto)didattici, poiché, configurando in questo modo un server di posta, non abbiamo nessuna protezione contro i virus, contro lo spam e contro il phishing (anche se, soprattutto nell’ultimo caso, la miglior protezione l’abbiamo sopra le spalle, basta usarla), inoltre, non utilizziamo quegli strumenti (come database relazionali o LDAP) per definire domini virtuali e caselle di posta. In poche parole, questa configurazione è decisamente migliorabile, e questi passi in avanti saranno oggetto dei prossimi articoli sull’argomento.